Città di Castello è un centro, che discreto come un gatto, se ne sta accoccolato tra il Tevere e gli Appennini e dove, tra le mura eleganti, sono i luminosi palazzi rinascimentali a dare il ritmo allo spazio urbano. In una delle due piazze, quella più vissuta e mondana, sotto questi palazzi si accomodano i locali frequentati dagli abitanti, silenziosamente soddisfatti del relax serale, e dai turisti, sorpresi dell’inaspettata dolce vita.

Palazzo Bufalini, quattrocentesco, il cui progetto è stato attribuito al Vignola, è quello che da sempre, e soprattutto dopo i recenti restauri, ospita le principali attività ricreative e culturali della città.

_MG_9722

Sotto il meraviglioso loggiato, al quale si accede dalla piazza, c’è il ristorante “Le Logge”.

I gestori, orgogliosi di offrire ai clienti l’unico ristorante posto nel centro della città, hanno allestito, per non smentire le attese, uno spazio elegante, discreto e perfettamente adatto al contesto urbano nel quale si inserisce.

La carta mantiene le promesse già dalla varietà e dall’accuratezza delle proposte, intonate al gusto di chi cerca una cucina raffinata e ricercata o di chi vuole affidarsi alla classicità della tradizione; il menù è il frutto dell’attività degli chef che, servendosi di ingredienti tipici della cucina del territorio, giocano ad uscire dalla banalità e dalla prevedibilità per sorprendere e convincere. La scelta, che va dagli antipasti arditi e golosi e passa, attraverso le curatissime paste, ai secondi di carne e di pesce, si conclude con i dessert, stuzzicanti e solidi, studiati per accontentare i palati più curiosi e più golosi.

La carta dei vini è la naturale conseguenza, nella sua appropriatezza e nella sua accuratezza, di quello che troveremo nel piatto.

Il personale esprime la professionalità di chi ha intenzione di offrire al cliente un pasto di qualità elevata, ma attraverso la guida saggia e discreta di chi sa riconoscere in poco tempo i gusti del cliente.

L’unico difetto di questo locale è che in un pasto solo non si possono assaggiare tutte le specialità, perciò diventerà indispensabile tornarci più volte; ma sarà una necessità dettata dal successo, e per gli chef, solo un piacere da condividere.